Villa Dalesco

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Leverano

Leverano è vicinissima a Porto Cesareo, solo 9 chilometri infatti la separano dal mare Ionio. Leverano è stata fondata probabilmente nel 540 d.C. in seguito alla invasione e alla distruzione perpetrata dagli ostrogoti condotti da Totila nei confronti degli abitanti dei vicini casali di Torrocella e Sant’Angelo. Essi fuggirono e ripararono appunto in Leverano. Liberano in greco significa “zona umida”. Nell’IX secolo Leverano fu attaccata dai Saraceni.

Il feudo di Leverano fu degli Orsini del Balzo, di Federico d’Aragona, dei Castriota Scanderberg, dei Francina Villant, dei del Tufo, dei Pinelli, degli Squarciafico, ed infine dei Pignatelli di Belmonte; fino a quando Giuseppe Bonaparte, agli inizi del 1800, non mise fine alla soggezione del feudalesimo.
Leverano ha una notevole importanza per la sua produzione agricola di vino, olio e fiori. Il suo vino novello e il Leverano Rosso D.O.C. e in genere tutta la sua produzione enologica è di alta qualità. Tali vini si vendono oggi in gran parte dei mercati europei.

Il centro storico di Leverano è rimasto intatto dalle sue origini, ben conservato, un unico raggruppamento di abitazioni circondate da stradine e piazzette di basolato. Nel centro urbano la alta Torre edificata da Federico II di Svevia domina il paese. Il torrione è alto circa 30 metri e ha base quadrata. La torre aveva 4 piani, ma i vari livelli in legno sono crollati, l’unica parte che ancora regge è la stupenda copertura ogivale, con ornamenti, beccatelli e capitelli decorati. Il fossato delle mura non esiste più.



SALENTO

Parlare della nostra terra, se pur spinti dall’amore e il forte legame che ognuno dei suoi abitanti stringe con lei fin dalla nascita, non è un’impresa semplice.
Regna sovrana l’associazione al Salento del tris di parole reiterato in spot e canzoni “lu sule, lu mare e lu ientu”, in dialetto salentino, ma ormai comprensibile a tutti.

Ma non è tutto qui. Dietro questo claim c’è una storia lunghissima, perché è una terra da sempre presidiata e ambita, la nostra, una terra di conquista e che lascia il segno.

Il tacco d’Italia si erge trionfante tra i due mari bellissimi che ne bagnano le coste, lo Ionio e l’Adriatico. E’ un territorio che va percorso, va scoperto, va vissuto costantemente, per godere delle sue tradizioni, le sue musiche, i suoi sapori, i suoi profumi, le sue caratteristiche.

Terra ferrosa, ospite di ulivi secolari.
Fuoco, il sole incandescente.
Aria, il vento di maestrale, scirocco e tramontana.

Così lo descrive chi ne parla, chi ha visitato le sue bellissime spiagge sabbiose o le scogliere a strapiombo in un mare limpidissimo e incontaminato.
Ma il Salento è anche cultura, enogastronomia, Barocco, palazzi sontuosi e antichissimi, è divertimento e allo stesso tempo relax, è movida, ma anche distacco dalla quotidianità, è contemplazione, è la possibilità di restare con se stessi eppure mai da soli.

Se lo si conosce o la si vive, è inutile parlarne.


Foto copertina: Sergio Limongelli. Testo e foto galleria Leverano: SalentoViaggi.it. Foto Galleria Salento: Salento.it.